Comitato di Berna

Giurist* ticinesi riunit* oltre Gottardo per i diritti fondamentali

Contenuto e conseguenze dell’iniziativa

Le leggi e i trattati internazionali in Svizzera sono attualmente sullo stesso piano gerarchico. L’iniziativa dell’UDC vorrebbe cambiare 3 articoli della Costituzione svizzera, andando a toccare il delicato equilibrio attualmente in vigore.

L’UDC vuole chiudere la Svizzera in una specie di “ridotto” nazionale. Per farlo vuole “declassare” il diritto internazionale, imponendo:

  1. Che la Costituzione abbia un ruolo più importante rispetto al diritto internazionale. In particolare rendere le iniziative popolari giuridicamente più importanti della Convenzione Europea dei Diritti Umani (CEDU),
  2. Che i trattati debbano essere votati in un referendum per avere lo stesso livello delle leggi (anche laddove le leggi non siano state votate dal popolo),
  3. Che le regole di cui sopra siano retroattive.

È però sbagliato togliere importanza alla rete di relazioni internazionali, siccome essa ci ha permesso:

  • di sviluppare tutele effettive per molti dei nostri diritti,
  • di creare vari tribunali internazionali,
  • di lottare efficace contro le discriminazioni.

La prima conseguenza dell’iniziativa UDC:

La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) è stata adottata senza essere preventivamente sottoposta a referendum, dato che in quegli anni non era previsto. Seguendo quanto enunciato sopra, una conseguenza plausibile dell’eventuale adozione dell’iniziativa UDC potrebbe quindi essere la soppressione della CEDU, e con essa dei diritti umani che essa garantisce.

Nulla di nuovo sotto il sole: non dobbiamo infatti dimenticarci che l’UDC ha formalmente chiesto (vedi questo articolo) la disdetta della CEDU in Consiglio Federale e che il presidente dell’UDC Rösti ha candidamente dichiarato che per loro rinunciare alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo non sarebbe un problema (vedi qui il servizio del TG della RSI con l’intervista a Rösti).

Ma in pericolo non è solo la CEDU. Nemmeno la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) è passata dallo scrutinio del referendum. Come non l’hanno fatto la Convenzione sui diritti del fanciullo, lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, l’adesione all’UNESCO. E che dire dei 46 trattati in vigore in Svizzera (tra cui le 8 convenzioni fondamentali) emanati sotto l’egida dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro?

Tutti questi trattati rischiano di diventare preda facile delle leggi dell’UDC, partito che notoriamente adotta posizioni controverse sui diritti delle donne e dei lavoratori ed è d’altronde istigatore di discriminazione e xenofobia.

La seconda conseguenza dell’iniziativa UDC:

Premessa: Che l’UDC sia il partito economicamente più potente in Svizzera non è una nuova notizia. Contemporaneamente, la Svizzera è lo Stato in Europa in cui i partiti sono finanziariamente meno trasparenti. La professoressa di diritto pubblico e internazionale Martina Caroni ha scritto un libro sul tema (vedi qui. Qui invece un suo articolo sul finanziamento delle campagne politiche e qui una sua intervista). Anche il vecchio cancelliere della Confederazione Oswald Sigg ha detto la sua (vedi qui una recensione del libro scritto con Viktor Parma).

Il problema: l’UDC ha un interesse palese affinché il referendum sul diritto internazionale sia obbligatorio. Non a caso aveva già lanciato un’iniziativa proponendo di far votare al popolo tutti i trattati, che però siamo riusciti a bloccare anni fa (vedi qui la nostra pagina dedicata a quella votazione). Come ben visto con l’Iniziativa sui minareti o quella sui criminali stranieri, la potenza mediatica dell’UDC è colossale. Possono tappezzare la Svizzera di cartelloni pubblicitari dall’aspetto minatorio, il che si somma al loro dominio delle televisioni private e di molte testate giornalistiche.

Ecco quindi un ulteriore motivo per opporci a questa iniziativa: è solo nell’interesse del ricchissimo partito UDC (e non: della popolazione intera) che qualsiasi trattato internazionale debba vincere un referendum per essere applicabile. In questo modo l’UDC può ogni volta schierare la sua potenza di fuoco economico su una votazione, potenza che le associazioni per la salvaguardia dei diritti umani evidentemente non hanno.

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