Comitato di Berna

Giurist* ticinesi riunit* oltre Gottardo per i diritti fondamentali

Perché non serve cambiare sistema

Il diritto nazionale e quello internazionale: l’armonizzazione come principio di base

Può succedere che il diritto federale (le leggi svizzere) e quello internazionale (ad esempio i trattati firmati dalla Svizzera) si contraddicano.

Il Tribunale federale (TF) di principio cerca di interpretare il diritto federale in modo tale che rispetti gli accordi presi a livello internazionale. Questo processo di interpretazione “armonica” si rivela talvolta problematico. Ci sono infatti dei casi che impongono una scelta: o con il diritto federale, o con il diritto internazionale.

L’iniziativa dell’UDC è contro i giudici svizzeri, non contro i giudici stranieri

Come Comitato di Berna ci opponiamo all’iniziativa UDC siccome, contrariamente a quanto il nome dell’iniziativa vuole far credere, si dimostra essere contro l’autonomia delle autorità giudiziarie federali.

Come vedremo qua sotto, il TF ha infatti finora avuto mano libera per risolvere i conflitti tra diritto internazionale e diritto nazionale. L’UDC vuole ora vietarglielo, mentre è tradizione che il TF abbia tempo di caso in caso per decidere cosa fare e in che direzione andare. Per fare ciò, il TF non necessita di pressioni politiche, nemmeno se esse si presentano sotto il mantello della volontà popolare.

Cosa fa il TF se ci sono conflitti fra le leggi federali e il diritto internazionale?

In Svizzera non sono previste regole automatiche per risolvere un conflitto tra una legge federale e il diritto internazionale comune (diversa la questione per quello cosiddetto cogente). Si va avanti quindi caso per caso.

L’iniziativa dell’UDC mira a cambiare questa situazione. Vuole creare una situazione nella quale la legge federale prevale sempre, a meno che il trattato internazionale in questione non sia stato votato dal popolo con un referendum. In quel caso, allora si torna alla situazione descritta qua sopra: non ci sono regole per risolvere il conflitto.

Questo è un inutile e controproducente restringimento dello spazio di manovra del TF, al quale ci opponiamo con forza.

Il TF in questo momento, in caso di conflitto, dà precedenza ai trattati internazionali firmati dalla Svizzera. C’è però un’eccezione: la cosiddetta prassi Schubert. Stabilita nel 1973 (DTF 99 Ib 39), il TF decise che se il parlamento aveva creato una legge volutamente contro il diritto internazionale, allora era tale legge ad essere determinante.

Nel 1999 il TF con la cosiddetta sentenza PKK (DTF 125 II 417) ha comunque creato un’eccezione: se si sta parlando di diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (CEDU), allora essa prevale sulle leggi federali. Questo principio è stato ripetuto nel 2003 con la sentenza LPK (DTF 129 II 193).

Con la sentenza DTF 133 V 367 del 2007 il TF ha inoltre chiarito che, dal momento che le disposizioni direttamente applicabili dell’accordo sulla libera circolazione delle persone godono di legittimazione democratica e non contrastano con principi fondamentali dell’ordinamento giuridico elvetico, non vi è ragione per non accordar loro la precedenza rispetto alla legge sull’assicurazione contro la disoccupazione.

Conflitti fra la Costituzione federale e il diritto internazionale

La Costituzione in Svizzera si auto-limita e si auto-dichiara non direttamente applicabile, a vantaggio dell’applicazione di leggi federali e diritto internazionale (art. 190 Cost.). Per questo motivo, se la Costituzione entra in conflitto con quest’ultimo, il TF tende ad applicare il diritto internazionale.

Non a caso il 12 ottobre 2012 il TF a Losanna ha deciso che le regole introdotte dall’iniziativa UDC sull’estradizione (Art. 121 cpvs. 3-6 Cost.; DTF 139 I 16) non sono direttamente applicabili. Il motivo: se il legislatore vuole dare precedenza al diritto nazionale su quello internazionale, deve scriverlo esplicitamente.

Non nascondiamoci dietro ad un dito: è proprio a cause di quest’ultima sentenza che gli iniziativisti hanno cominciato a raccogliere le firme. L’UDC teme la libertà del TF di sviluppare la sua giurisprudenza considerando anche i rapporti internazionali, come ha sempre fatto. Così facendo, rischia di fare della Svizzera un’isola in mezzo all’Europa. Noi invece siamo convinti che affidarci al nostro Tribunale Supremo nella risoluzione di tali questioni sia invece da preferire.

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